Premessa

Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Leyla McDowell, un personaggio inventato da Juditta e che agisce nel Gioco Di Blog Magical Future. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Leyla è quello dell'attrice Evangeline Lilly, ma a parte l'aspetto il personaggio non ha alcuna attinenza con Evangeline.

Leyla McDowell

Nata il: 31 ottobre
A: Nashville - Highland, Scozia
Anni: 21
Corso Universitario: Pozioni 3° Anno

Difficile descriverla in poche righe. Lei è l'essenza della vita e della morte, in lei dimora l'antico demone per eccellenza, il vampiro.
Occhi color del ghiaccio, che assumono sfumature verdi d'estate, lunghi capelli corvini che fanno da cornice a lineamenti di porcellana.
Leyla Mcdowell, in orgine Cassandra Leyla Knight, ha cambiato nome il 6 Maggio di unidici anni fà, quando lo zio per sua brama di potere ha sterminato la sua famiglia, e ha reso lei vampira. La sua vita è cambiata radicalmente, il ricordo del fratello e dei genitori le fà tutt'ora male, ma finge, come sempre. Ha sempre desiderato avere una vita normale, che non comprendesse nottati passate a soddisfare le voglie strane degli amici dello zio. Leyla ha la forza di dieci uomini, un agilita fisica sviluppata all'inverosimile (non è solo per via del suo essere vampira, ma anche anni e anni di Arti Marziali), ha una vista notturna perfetta, e sente suoni ed odori che ai comuni mortali non sono dati sentire. Ha un anima, un antico shamano le ha ridonato l'anima, permettendo cosi la sua sopravvieva alla luce del sole, e a quelle cose che erroneamente si credono mortali per i vmapiri.
La sua vita ha avuto un altro cambiamento fondamentale, con l'arrivo di Ray Sullivan nella sua vita, lui ha cominciato a farle credere e capire che c'è molto di più al mondo oltre il cinismo e la violenza. `Amore e una gamma di emozioni che ti coinvolgono e stravolgono, anche se te non vuoi`. Dal suo arrivo niente è piu uguale. Lei da sempre estranea ad emozioni e sentimenti ha cominciato a provarli. Ha pochi amici fidati, e poche persone a cui tiene realmente. Le sue vipere sono il suo sostegno continuo, nonostante ultimamente queste grandi amicizie si siano un po' sbiadite. Finn & Hecate sono la sua famiglia, quelli che c'erano quando il resto del mondo se ne era andato. Draco Malfoy. Il migliore amico di sempre, il compagno di avventure, il fratello mancato, il rompiscatole preferito. Il ragazzo con cui ha passato piu tempo in assoluto. Ora è lui che ha fatto breccia nel suo cuore di pietra, è lui che con un sorriso le fà tremare il cuore. Lui è l'amore, quello vero, quello che ti prende e ti porta lontano, quello che ti fà sognare ad occhi aperti.

Ama

° Draco Lucius Malfoy.
° Volare. ° Uccidere. °Usare la magia. °La Notte. °Il Potere. °Divertirsi.

Odia

° I Mezzosangue. ° I Sangue Sporco. °La noia. ° La Routine. ° Il Buonismo.

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Corso Universitario: Pozioni anno III.
Lavoro: Possiede un Negozio di Pozioni.
Animali: Civetta di nome Gwyneth & Un furetto di nome Sly.
Numero Forunato: 9
Pietra: Ambra.
Desiderio: Avere una famiglia tutta sua.

About...


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Links

* Draco Malfoy * - The only and true love..
Finn - The supremacy of friendship..
Hecate - My Cinica BestFriends
Millicent - So Sweet Dirty Girl
Pansy - JD
Ray - Simply a brother...
Seth - A very Special Yankee

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Credits

A Stylish Diaries Maker production;
Immagini di Evangeline Lilly da SweetandTalented;
Textures da tokyo.disparue.org and Ewanism;
With my hands on my mind I hold wounds that won't mend (Fadeaway © Celldweller) Hosting by Splinder e Altervista

La vita cambia...

sabato, 28 ottobre 2006, 21:06

“Remus che onore!” Dico senza voltarmi. Il suo odore è inconfondibile. Quasi nauseante.
“Signorina McDowell” Dice con il suo solito tono pacato, e calmo. Mi giro, è sempre il solito malandato lupo mannaro. Dannato per di più.
“Quale occasione particolare, l’ha indotta a seguirmi?” Chiedo andando direttamente al sodo. Sono due giorni che mi segue a debita distanza, e la cosa comincia a innervosirmi.
“Oh beh, si dia al caso che so benissimo chi sei, e in cosa sei immischiata..” Sorride.
“Wow, l’ordine del pavone si stà mettendo in moto?”Chiedo sarcastica. Lui non proferisce parola. “Come ho detto a Malfoy attenti a quello che fate, ho in mano le vite di Piton e Narcissa, basta un soffio di vento e li uccido” Calma, mantieni la calma. Respira a fondo.
“Bene a sapersi! Risponde tranquillamente.
“Se sei venuto qui per tirarmi fuori qualcosa , puoi anche andartene, Remus” Sottolineo molto bene il suo nome. “Ho lezione tra cinque minuti, e non vorrei arrivare tardi.”
“Arrivederci”
“Spero vivamente di no” Dico smaterializzandomi.
Devo parlare con Draco. Lui stà facendo il doppio gioco con loro, ma se metto in mezzo a sua madre forse potrò sapere che hanno intenzione di fare. Stò cominciando a innervosirmi, Bellatrix che mi controlla per nome di mio Zio, Lupin che mi controlla perché logicamente sono il loro punto di riferimento più raggiungibile. Dovrò cominciare a far pagare il biglietto per la visione della mia vita.  Devo anche sbrigarmi a trovare una soluzione per salvare per lo meno Narcissa. Penso proprio che a questo giro chiederò aiuto al mio Dottore Sexy.
Senza rendermene conto sono davanti all’aula β Del dipartimento di Pozioni. Spero che questo nuovo corso mi possa aiutare. Teoricamente conoscendo la storia dei veleni dovrei riuscire a trovare qualcosa per Narcissa.

L’aula non è grandissima, anzi una delle più piccole dell’università forse. Ha grandi finestre alte, la luce filtra debole, ci sono delle torce ai lati di ogni finestra che rendono più luminosa la stanza. Ma ricorda tanto Hogwarts. Perfetto stile Gotico Decadente. Sorrido entrando. Il professore è già seduto in cattedra, e c’è qualche studente seduto qua e là.
Ma ecco che come una fitta alla testa mi attanaglia. Un rumore stridulo, una sensazione strana. Mi siedo di colpo sul primo tavolo che trovo libero. Riconosco questa sensazione, questo spossamento, questo senso di inquietudine. C’è un altro vampiro nell’aula. Appena riesco a riprendermi un po’, da questa fastidiosissima sensazione, alzo lo sguardo, cerco di capire chi è. Dovrebbe avere anche lui uno spossamento come il mio. Ma niente. Due tre studenti si stanno lanciando delle pergamene, altre due chiacchierano tranquillamente, no niente. Nessuno. Forse è il nervosismo.

Flash Back:
“Hecate, Finn Allontanate quelli della brigata!” Dico mentre tento di rialzarmi. È troppo forte questa sensazione. Non riesco nemmeno a camminare.
“Leyla che succede?” Hecate si avvicina.
“Andate via ora…” Le urlo tirando fuori i canini. Il sibilo che avevo prima è diventato un vero e proprio stridere di lame metalliche. Sento come se qualcosa mi togliesse il fiato. “Ancora qui?” Dico portandomi una mano alla testa.
“Ma non possiamo lasciarti in queste condizioni!” È Finn a parlare.
“Sentite, so badare a me stessa, voi non credete?” Dico guardandoli negli occhi. “Ci vediamo alle cascate… Ma ora portate via tutti!” Sorrido.
“Era ora” Sento una voce femminile soave provenire alle mie spalle.
“Chi sei?” Mi giro di scatto. Grazie a dio, il rumore assordante di prima è passato, e anche quel senso di vuoto.
“Come non mi hai sentita arrivare?” Chiede stupita.
“Non sei da molto una di noi vero?”
“Una di voi cosa?” Sbotto inner0ovsità, anche se devo ammettere che il tono della sua voce, è calmo, melodico.
“Oh, Vampiri, Succhia Sangue, Figli del Diavolo, Creature Demoniache, la Feccia del mondo magico…” Ma… “Hey, non pensare cosi forte mi disturbi!” Dice tranquillamente, spostandosi a una velocità molto elevata. Faccio fatica stargli dietro.
“Anche tu…” Dico sorpresa, oltre mio zio non avevo mai incontrato nessuno della mia razza.
“Con il tempo imparerai a sentirci arrivare, imparerai a gestire gli innumerevoli potere che dimorano dentro di te.” Eccola che mi si para davanti. Faccio un balzo all’indietro. Non amo le distanze ravvicinate. Ha i capelli lunghi biondi, e due occhi color notte. La pelle è candida più bianca della mia, ha dei lineamenti morbidi pressoché perfetti. Rimango incantata da quella visione.

“Buongiorno Ragazzi” La voce del professore mi distoglie dai miei pensieri, scuoto lievemente la testa, e alzo gli occhi per osservare il docente. Scuoto la testa l’ennesima volta. No non può essere un professore. Alto, carnagione chiara, eye-liner marcato sotto l’occhio e dei capelli lunghi color corvino. “Io sono Joshua Cullen, il vostro professore di Storia dei Veleni” Dice segnando con la bacchetta il suo nome sulla lavagna. Sorrido. Ok devo ammettere questa lezione ha dei risvolti interessanti. “Questo corso durerà fino a dicembre.” Continua a dire. Io  silenziosamente prendo la mia pergamena e la piuma.
“Il nostro programma verterà su questi punti fondamentali: 1) Mandorla. 2) Alga Marina. 3) Assenzio. 4) Arsenico. 5)Incantesimo Velenoso. 6)Polvere di Stelle. 7)Veleni Paralizzanti, Rivelatori, Mortali. 8)L’evoluzione del pensiero sui veleno fino ai giorni nostri.”
Polvere di Stelle? Oh, ora le ho sentite tutte. Che razza di veleno è? Mah! Scuoto la testa e continuo a prendere appunti.

“Sono a casa!” Dico sbattendo la porta alle mie spalle. “Ray?! Ci sei?!” Nessuna risposta, forse è ancora all’ospedale, da quando ha iniziato il tirocinio non riesco più a ‘intercettarlo’ a casa. Ultimamente non abbiamo fatto altro che discutere. Soprattutto per Pansy, anzi no, per quello che prova per lei. La cosa mi infastidisce. Pansy che ronza intorno a Ray, una delle mie migliori amiche, con il mio migliore amico. Fa uno strano effetto. Anche se, provo una punta di felicità nel sapere che Pansy non si è fatta avanti, anzi che stà con Luke. Infondo sono una bella coppia, no? No. Non è vero, gli manca la scintilla giusta, ma questo a Ray non lo dirò mai, sarebbe come spingerlo tra le sue braccia, io da brava egoistica ragazza non posso permetterlo.
“Eccomi!” Sento Ray rientrare.
“Hey, sono in cucina!” Dico posando la spesa su tavolo.
“Mi aspetti? Faccio una doccia e arrivo” Sbuca da dietro lo stipite della porta.
“No guarda, cucino tempo 5 minuti, e mi mangio tutto prima che metti piede in corridoio!” Lo guardo allibita.
“Ah ah! Spiritosa!” Dice sparendo di nuovo dalla mia vista. Io comincio a sistemare intanto le spezie che ho preso, sulla credenza, e comincio a pensare che fare da cena. Se solo mi ricordassi quella ricetta che avevamo mangiato a New York, al ristorante indiano. Pensa Leyla. Pensa. Rifletti. Ricorda… Allora, serata tranquilla, te vestita con jeans maglietta, e pure lui, ristorante al centro di New York, piccolino accogliente, con quel liquore buonissimo… Dai Pensa. Ricorda! La stessa sera, che Ryan per sbaglio vi ha colto in fragrante sul divano del soggiorno. Ecco Rewind, sei andata troppo oltre. Una portata era il riso al Curry, l’altra? L’altra? Mannaggia. No nemmeno il riso al Curry, è… Quello è stato della volta al Museo..
“Leyla!” Scuotendomi.
“Eh? Oh! Già fatto?” Chiedo stupita.
“Hey tutto bene? Stà qua da un minuto circa, e te eri imbambolata…”
“Ah, niente cercavo di ricordare la ricetta di quella volte dal ristorante indiano…”
“Quella sera, di quando Ryan ci ha beccati sul divano della sala?”
“Esatto…” Come è bello, quando un’amicizia ruota intorno alle volte che lo abbiamo fatto. Penso sorridendo, eravamo incontrollabili, due calamite opposte caricate al massimo.
“Riso al Curry!” Sorride.
“No, quello è di quando la guardia al museo s’è presa un mezzo infarto..” Intanto finisco di sistemare la spesa.
“Vero… Ah quella carne alla Paprika!” Esclama a un tratto.
“Vero!” Sorrido io. “Ah oggi ho iniziato un nuovo corso all’università..”
“Ah si?” Prende una mela. “Quale?” Gli da il primo morso.
“Storia dei veleni!” Mi giro per cercare la paprika tra le spezie. “C’è un  professore strano, sembra la mia copia al maschile, ma più inquietante..”
“Da film dell’orrore insomma…” Commenta divertito.
“Esatto, e i Vampiri già ci sono!” Rispondo sarcastica io.
“Abbiamo visto come spezie, e frutti come la Mandorla possano, se giustamente miscelati… Formare veleni micidiali…” Ecco che appoggio sul piano, proprio di fronte a Ray delle spezie, tra cui mandorle a paprika. Ray le osserva, osserva me, ri-squadra le spezie, e mi fissa dritto negli occhi. Inarca gradualmente il sopracciglio, e posso notare un filo di preoccupazione nel suo sguardo. “Oh, No… Ray…” Rido divertita. “Tranquillo, non voglio mettere in pratica la lezione…” Dico notando che stò proprio maneggiando spezie e mandorle.
“No sai… Io penso che se ordiamo al cinese babbano, vada bene uguale..” Dice rilassando i muscoli del viso.
“Ma smettila!” Gli do una lieve spinta, sulla spalla.
“No sai, parli di veleni a base di mandorle e spezie, e le stai sistemando davanti a me, parli di miscelature mortali, e so che sei un ottima pozionista…” Scuote la testa. “Ma le buon vecchie maniere? Imperius, Crucius? Avada? No eh, ti stai evolvendo?” Chiede fintamente serio. Almeno spero.
“Beh, prima o poi dovrai farmi da cavia?” Chiedo per stuzzicarlo.
“Si certo! Che non vedi? Sono nato per questo! Per fare da cavia a una pozionista pazza!” Dice allargando le braccia e  indicandosi con le mani.
“Non provocarmi eh!” Dico minacciandolo con un mestolo di legno.
“Cosi proprio fai paura!”

“Uff” Sbuffo richiudendo l’ennesimo libro. Guardo l’orologio sono le 23, e ancora nessun progresso. Non riuscirò mai a fare niente così. Mi allungo sulla sedia, stiracchio le braccia. Sento ancora il rumore della Televisione, Ray ancora non è andato a letto. Osservo la lancetta dei secondi continuare il proprio dovere imperterrita, senza mai fermarsi, ne sgarrare. A volte la invidio. Scuoto la testa, e con calma mi dirigo verso il salone. Devo aver fatto più silenziosamente del solito, tant’è che Ray sobbalza quando mi siedo vicino a lui sul divano.
“Hey!” Si gira verso di me. “Per Natale devo regalarti un campanellino, così almeno ti sento arrivare!” Sorride.
“Ho bisogno di due cose”
“Cosa?”
“Te, la tua mente da medimago, e un fiume di caffè..”
“Mhm…Problemi con qualche esame?”
“No, quello no…” Appoggio la testa sullo schienale del divano. “Stò lavorando, come ti ho detto, per Narcissa e Piton, solo che non faccio altro che capitare in vicoli ciechi… E così frustrante!” Sospiro.
“Soprattutto per una che ha avuto sempre la risposta pronta vero?” Conclude la frase con sarcasmo.
“E dai…” Gli do una botta con la mano sul braccio.
“Benvenuta, nel mondo di noi, umili, essermi umani…” Continua a prendermi in giro.
“Ray…” Primo avvertimento.
“Scherzi a parte, sua intelligenza… Che vuole da me?” Chiede sempre con una punta di ironia nel tono della voce.
“Una mano da un futuro Medi-Mago, che se continua così, sarà un medi mago sdentato!” Lo minaccio.
“Oh ecco! Questa è la Leyla che riconosco, quella della minaccia pronta!”
“Ma che ti sei mangiato mentre ero giù? Pane e Simpatia scaduta?!” Dico alzandomi in piedi.
“Hey! Cosi mi offendi!”
“Hey! Dai sei stato arruolato…” Mi giro e gli faccio cenno di seguirmi con la mano.

“Caffé?” Chiede.
“C’è!” Lo prendo mostrandolo a lui.
“Stuzzichini?”
“Ci sono!” Li indico con l’indice.
“Libri?”
”Che non li vedi?” Chiedo allibita.
“Zitta! Che rovini la scena!” Balbetta ridendo.
“Va beh… Posso io ora?” Lo scongiuro con lo sguardo, lui annuisce. “Il tuo cervello è connesso su questo pianeta?” Diretta, un po’ troppo. Ed ecco che il sorriso gli si vela di malinconia? Agitazione? Stizza? Non lo so, non riesco a percepire niente. “Hey! Cavoli! Mi scuso! Mi ero dimenticata che il cervello lo hai dimenticato a New York!”
“Hey!” Protesta lui.
“Lo so… Scusa, sono stata cruenta…!” Ammetto dispiaciuta. “è sempre difficile scoprire che non si ha un cervello!” Continuo a prenderlo in giro.
“Ancora?” Scuote la testa. “Preferivo la Leyla taciturna, di pessimo umore, e intrattabile!”
“Guarda che ci torno subito eh?”  Cerco di risultare seria, ma non ci riesco. “Poi ti immagini passare una notte insieme con una persona cosi scorbutica?” Continuo tentando di non ridere. Non ci riesco. Con lui torno bambina. Con lui sono più me stessa di quanto mi faccia piacere ammettere.
“Allora Miss SonoLaMiglioreDelMondo….”
“Hey!” Ora si che sono realmente arrabbiata. “La Migliore del mondo?” Lo riprendo con il fuoco negli occhi. “Dell’universo!” Concludo seria. E che folletti magici! Da quando ci limitiamo solo al mondo? Universo. Se non oltre! Il mondo l’ho conquistato tempo fa, solo che ancora non lo sa!
“Ok Modestia!”
“Ah a proposito di Modestia!” Sbotto all’improvviso.
“Che ti sei rincretinita a urlare cosi?” Si massaggia l’orecchio.
“Seth… Hai visto che l’ho conosciuto?” Mi dondolo sulla sedia, orgogliosa di questo mio trofeo personale.
“Eh?”
“Ma come non ricordi?” Mi butto in avanti, la sedia produce un rumore sordo e forte, come se volesse enfatizzare il mio stupore.
“Cosa scusa?”
“Che per 5, e dico 5 anni di seguito io e Seth non ci siamo mai beccati? Era diventata una specie di leggenda la nostra… Ryan ancora mi prende in giro per questo!” Cerco di ricordargli.
“Ah si! Certo che mi ricordo! Ma mi stavo ancora chiedendo come mai, dalla parole Modestia sei arrivata a Seth!”
“Mi chiama Morticia… Modestia, Morticia!” Chiaro no? No a quanto sembra, soprattutto dal suo sopracciglio inarcato proprio no.
“Invece che continuare a delirare.. Vogliamo dare una smaltita a questi maledetti libri?”
“Ok, prof!”

“Niente” Chiude l’ennesimo libro. E l’ennesimo nuvolo di polvere gli si para davanti, ormai rassegnato neanche la toglie più con la mano.
“Non che credessi di riuscire entro stà notte a fare qualcosa” Sospiro esausta. Abbiamo finito il sesto termos di caffè, tre piatti di stuzzichini, e la voglia di vivere. Forse esagero. Ma l’entusiasmo della nottata passata in piedi non penso che ci esalti più. Anche perché sono le cinque del mattino.
“Io mi domando una cosa” Ray si sporge in avanti e appoggia i gomiti sul tavolo, mi guarda girando la testa. “Non hai un occhiaia, non hai segni di stanchezza…”
“Eh…” Sospiro io.
“Cioè.. Non è che sei un fiore… Ma da come mi hai detto sono settimane che almeno 4 notti a settimana studi qui…” Allunga le braccia sul tavolo e si stiracchia. “Senza contare delle nottate che passi in giro con noi, o con la brigata, o l’ossigenato…”
“Beh, noi vampiri la sentiamo meno la stanchezza… Io poi sono abituata a non dormire moltissimo…Cioè, non ne sento il bisogno impellente come voi”
“Beata te” Sospira.
“Ahahahaha, stai sognando un caldo soffice, morbido, accogliente letto?” Lo stuzzico un po’.
“Si e anche il mio adorato cuscino…” Mi canzona lui.
“Dai per oggi può bastare…” Mi alzo in piedi. “Sullivan non ti lamentare! Hai due ore piene di sonno!” Lui si gira e mi fulmina con lo sguardo, non ha neanche bisogno di parlare. Vorrebbe soffocarmi con il suo adorato cuscino. Sorrido dolcemente, mi avvicino a lui, e lo abbraccio come forse non facevo da tempo. “Grazie Fratellone” Dico dondolandolo a destra e sinistra.

“Baby” Le sue braccia mi stringono da dietro.
“Hey” Mi giro e lo bacio. “Bentornato” Sussurro quando libera la sua presa.
“Allora sicura del vestito?” Eccolo, che ride, ha quel sorriso strafottente. Ma quello che mi intriga, il suo essere cosi arrogante e irriverente.
“Beh te?”
“Baby, io mi travesto da principe… Alla fine mi devo solo vestire elegante…” Ora ride proprio divertito. Lo crucerei se solo dopo non rimanessi sola per ballo.
“E dai su… La scuola ha deciso di fare un qualcosa di alternativo delle solite maschere poco fantasiose… E per me che c’è di più terrificante di Cenerentola?” Chiedo divertita, in effetti da mora a bionda, da carnagione bianco luna a una carnagione rosea, dal mio Black Style al Princess Style. Va beh, alla fine che sarà mai?
“Se lo dici te… Baby…” Mi bacia.
“No prima di fare qualsiasi cosa dobbiamo passare a prendere il vestito.” Ordino, mettendogli un dito davanti alla bocca.
“Ok, ma sbrighiamoci, che mi sei mancata…”
“Si come no” Scuoto la testa divertita. “Non sparare cazzate, che sono un’ottima legimante!” Lo avverto, non che perda tempo a leggere i sui di pensieri, mi diverto soprattutto con quelli di Ray, di Finn, ma i suoi no.
“Aspetta, ho una cosa per te” Mi blocca per un polso.
“Eh? Non dirmi un’altra maglietta tua autografata…”  Nell’armadio ormai ho la sua collezione di oggettistica.
“No” Sorride come un ebete. Ma poi torna subito serio. “Tieni” Mi lancia una scatolina blu con un fiocco rosso scintillante. La presi al volo, e la rigirai un paio di volte tra le mie mani. Leggevo in lui agitazione e orgoglio. Strano.
“Ma per cosa?” Chiedo senza aprirla, fossi stata un’altra ragazza l’avrei già aperta dopo tipo 3 mille secondi. Ma per il momento non ero soprafatta dalla curiosità.
“E aprila dai” Mi incita spazientito. Sorrido divertita, e sfilo lentamente il fiocco rosso. Tolgo il coperchio sempre con molta calma, non riesco a leggere nei suoi pensieri quasi niente di utile, solo cavolate come ‘Spero che le piacerà’  ‘La misura sarà quella giusta?’ e altri pensieri poco più rilevanti. Con un dito scosto il velluto bianco e riesco così a vedere un bracciale. Lo prendo delicatamente, sembra d’oro bianco, e c’è una J come ciondolo.
“Grazie…” Sorrido realmente grata. “Ma sai che Leyla si scrive con la L?” Aggiungo con un pizzico di ironia.
“Ci scommettevo che lo avresti detto” Sospira scuotendo la testa, e mi mostra il suo polso, c’è un bracciale identico ma con un ciondolo a forma di L. “E ora alla ricerca del vestito per il ballo…” Mi dà una pazza sul sedere. “Che poi i vestiti non ci servono più per quello che ho in mente.” Aggiunge tornando l’arrogante di sempre.

“Hey Yankee”  Alza la mano in segno di saluto. Ray fa un cenno lieve con la testa, e torna a guardare il televisore.
“Ray” Lo saluto con un bacio sulla guancia, e posso notare che sorride. “Vuoi da bere Jason?” Domanda retorica. Immagino di si.
“No grazie Baby”
“Ti senti bene?” Mi giro a fissarlo, penso che è la prima volta che rifiuta qualcosa offerto da quando lo conosco.
“Baby dopo i giri che abbiamo fatto assieme in camera tua, come faccio a non stare bene?” Si volta verso Ray, ma lui continua a fissare la tv.
“Che scemo” Scuoto la testa, non è normale questo ragazzo, è sesso dipendente. Mi avvicino a un mobiletto dall’altra parte del salone, dove tengo in genere i biscotti per la mia Gwyneth. Mi piego per cercarli. Sento Jason fischiare.
“Certo che l’amichetta tua è bella da ogni lato” Si rivolge a Ray, che continua a ignorarlo. “Va beh, Baby scappo via… By Yankee” E si smaterializza.
“A mai più” Sbuffa Ray.
“Ahahahaha strano che non hai commentato o detto niente…” Mi siedo vicino a lui.
“Ma che c’è da commentare su un soggetto del genere?” Chiede esasperato.
“Oh beh, dai oggi è stato carino…” Gli mostro il polso con il bracciale, lui lo osserva bene. Alza lo sguardo e mi fissa dritto negli occhi.
“Lo sa che Leyla si scrive con la L?”
“Ahahahaha” Scoppio a ridere di gusto. “Stessa domanda che gli ho fatto anche io” Scoppiò a ridere anche lui.
“Cos’è? Un modo per marcare il suo territorio ed etichettarti come sua? O state assieme come due piccioncini?” Mi chiede tagliente.
“Non lo so” Rispondo di getto. “Cioè è la prima volta che mi fanno un regalo del genere” Fisso il bracciale come se mi potesse rispondere, come se potesse illuminarmi su qualche dubbio, ma invece crea solo altre domande, molte delle quali nemmeno con un senso.
“Si potrebbe azzardare…” Alzo gli occhi, lui mi fissa guardigno. “Che state assieme?” Non mi avrebbe dato fastidio quella sua affermazione se non fosse per il fatto che un sorriso alla ‘te l’avevo detto io’ non fosse magicamente stampato su quella faccia.
“Non credo” Scuoto la testa.
“Io penso di si!” Annuisce e sorride. Gli do un pizzico. “Ahio!” Protesta massaggiandosi la spalla. “Vedi che ho ragione? Altrimenti non te la saresti presa così!” Di nuovo quel sorriso. E di nuovo un altro pizzico. “Hey basta!”
“Non hai ragione, ma ti devo togliere quel sorriso da ebete che hai!”
“Io non sono fatta per i legami…” Cerca di imitarmi. “E ti ritrovi con un braccialetto uguale al suo, con le lettere invertite…Che romantico..” Sospira. “Si perché tu sei tutta la mia vita… Io non posso vivere mentre sei in tournee”
“Fino a prova contraria non sono io quello che soffre le pene dell’inferno per due occhi nocciola e un sorriso da incanto…” Infierisco liberamente, senza curarmi del mio essere stronza fino alla morte, perché so di ferirlo so che gli faccio del male. Ma cosi cazzo, smette di prendermi in giro.
“Touchè” Alza le mani in segno di resa, e cerca di sorride, ma non ci riesce. “Anche se questo è un colpo basso”
“Je suis tres desolèè” Lo abbraccio.

LeylaMcDowell

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